Realizzare ottimi gnocchi senza patate e vegan è facile e molto più salutare, e in questo articolo ti spiego perché!

Quando diciamo gnocchi pensiamo subito alla patate!
Ma gli gnocchi non sono solo di patate.

Perché gli gnocchi senza patate sono più sani

La patata è un tubero buono e versatile, è vero; la contropartita è il suo alto indice glicemico.
Proprio per questa sua caratteristica meglio mangiarla di rado, per tenere sotto controllo:

  • Il peso corporeo
  • La glicemia
  • Il livello infiammatorio

Lo so che la patata era un cibo molto utilizzato anche in passato in certe zone di Italia, ma il nostro stile di vita è assai cambiato:

  • mangiamo molto di più
  • ci muoviamo meno
  • mangiamo peggio

Ecco perché ai nostri giorni è più salutare preferire altri cibi.

gnocchi senza patate

Oggi gli zuccheri semplici sono sempre più presenti nella nostra alimentazione, anche dove non ce li aspettiamo.

Dai dolci alle farine raffinate, ogni giorno la nostra tavola è ricca di cibi dall’alto indice glicemico, quindi è meglio relegare le patate a rare occasioni.

Per capire l’importanza di questa indicazione, vi spiego cosa si intende per

INDICE GLICEMICO E QUALI EFFETTI HA SUL NOSTRO ORGANISMO.

L’indice glicemico (indicato con la sigla IG) è un parametro di misurazione dei livelli di glucosio nel sangue a seguito dell’assunzione di un alimento contenente carboidrati.

Quando viene consumato un alimento a base di carboidrati, si verifica un innalzamento della concentrazione di zucchero nel sangue (glucosio). Questo fenomeno è chiamato risposta glicemica. L’indice glicemico è la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di 50 g di un determinato carboidrato.

Il pane bianco e il glucosio sono i due alimenti di riferimento utilizzati per calcolare la risposta glicemica dell’organismo ai cibi a base di carboidrati (i loro indici glicemici sono valutati entrambi pari a 100); esso è espresso in termini percentuali, rapportando la velocità massima d’aumento (100%) ottenuta con la stessa quantità di glucosio.

Gli alimenti che si scompongono velocemente durante la digestione, come ad esempio le patate, hanno gli indici glicemici più alti. Si tratta di alimenti che determinano un aumento maggiore e più veloce dei livelli di zucchero nel sangue, rispetto a quelli con indici glicemici più bassi. Gli alimenti a basso indice glicemico, come ad esempio le lenticchie, si scompongono più lentamente, rilasciando in modo graduale il glucosio nel sangue.

Sono numerosi i fattori che influenzano il valore e la durata della risposta glicemica. Essi dipendono, per esempio, dal tipo di carboidrato contenuto negli alimenti (saccarosio, lattosio, fruttosio, glucosio o altri zuccheri), ma anche dalla cottura e dai metodi di lavorazione usati, oltre che dalla quantità degli altri nutrienti presenti nell’alimento, ad esempio i grassi e le proteine, che possono influire sulla risposta glicemica. Anche il diverso metabolismo di ogni individuo e il momento della giornata in cui viene assunto un determinato carboidrato influiscono sulla risposta glicemica.

La curva rossa rappresenta il repentino e notevole innalzamento della glicemia quando si assumono cibi ad alto indice glicemico; dopo ogni innalzamento della glicemia segue una diminuzione, tanto più rapida e decisa quanto più alto è l’IG dell’alimento introdotto. Quando la glicemia arriva ad un livello basso, scatta il senso di fame: ecco perché determinati cibi favoriscono l’ingrassamento. La curva gialla raffigura un innalzamento della glicemia più moderato e, di conseguenza, un abbassamento più graduale e lento; in questo caso il senso di sazietà permarrà più a lungo.

Ritorniamo ai nostri gnocchi e alla loro storia

Con buone probabilità, gli gnocchi, sono stati una delle prime forme di pasta usate dall’uomo. È facile comprendere che è immediato e spontaneo mescolare a freddo un po’ di farina (derivante da svariati cereali come miglio, panico, sorgo, farro, grano), con poca acqua, farne delle palline e cuocerle in una pentola di acqua bollente.

La vicenda degli gnocchi cominciò con luso di farine diverse e poi nel XVIII secolo si diffusero e cominciarono a prevalere quelli di patate; anche la forma cambiò nel tempo, da grosse palline, gli gnocchi diventarono via via più piccoli, a volte un po’ concavi per raccogliere meglio il sugo che li accompagnava.

Essi si diffusero a tal punto che ancora oggi sono un primo piatto largamente apprezzato nella nostra penisola, tanto che quasi ogni regione ne vanta un tipo particolare ed una ricetta tradizionale.

gnocchi senza patate ricetta

Gnocchi senza patate: ecco cosa hanno ideato i nostri chef!

Con abilità, passione e pazienza i cuochi della nostra Scuola di Cucina hanno messo a punto 10 impasti per gnocchi senza patate e vegan nel rispetto dei canoni dell’alimentazione naturale senza mai perdere di vista il gusto.

I cuochi, invece di partire esclusivamente dalle farine integrali utilizzate come ingrediente principale nelle ricette a base di verdure per tenere insieme l’impasto, sono riusciti a partire dal chicco integro molto cotto e poi lavorato a mano con l’aggiunta di poca farina.

E così via libera a miglio, quinoa, grano saraceno, riso e mais: una buona rotazione di cereali interi che sono uno scrigno di sali minerali (fra cui potassio, fosforo, magnesio, ferro, calcio) e vitamine (il gruppo B in primis). Ricordo che oggi la ricerca scientifica associa il consumo di cereali integrali alla diminuzione dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, alla prevenzione del diabete tipo 2 e a una minor incidenza dell’obesità.

Ma non è tutto qui!

Dieci impasti diversi, eccezionali freschi, ma anche da preparare in un giorno libero e da surgelare per poi cucinarli in 5 minuti ogni volta che ne avrai voglia!

Oltre ad essi i cuochi hanno preparato 10 sughi gustosi e versatili, anche in questo caso da consumare freschi o da cucinare e mettere via per quando manca il tempo.

Condimenti appetitosi da accostare alle preparazioni degli gnocchi senza patate per ricavarne ben 100 diverse combinazioni!

Nessuna ricetta preconfezionata, ma quella che di volta in volta preferisci.


Elena Soldi
Elena Soldi

Laureatasi in Giurisprudenza presso l’Università di Pavia, si è formata nel campo della Medicina Naturale, divenendo Naturopata e Floriterapeuta, per poi specializzarsi nell’ambito dell’Alimentazione Naturale. Da anni si impegna nella diffusione della Medicina Naturale attraverso conferenze e corsi tenuti presso varie scuole di formazione, amministrazioni pubbliche e istituzioni

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